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Lottopiù: si vince davvero di più?

2012 - In un periodo in cui lo Stato è decisamente vorace di risorse, appena vista la pubblicità del Lottopiù, la nuova variante di gioco in concessione alla Lottomatica qualche dubbio l'ho avuto. La pubblicità promette vincite più elevate. Sarà vero?

Il sito della lottomatica, indica ad esempio, che puntando 2 Euro su 3 numeri per ambo in caso di vincita si otterrebbero 180 Euro a fronte di 166,7 Euro con la classica schedina. Al di là delle solite quote lorde indicate che non corrispondono a quanto il vincitore intascherebbe concretamente (con la classica schedina, la vincita per ambo su 3 numeri sarebbe di 156.67 Euro, non 166.7 Euro, per maggiori dettagli vedi le quote nette) l'aumento della vincita è però incontestabile.

C'è però una condizione trascurabile: consiste nel puntare 3 euro di cui 2 Euro sull'ambo e un Euro sul terno. Quindi il 33% dell'importo totale va giocato sul terno che è decisamente meno conveniente dell'ambo. Proviamo a spiegare brevemente il perché.

Con 90 numeri si formano 4005 ambi e su una ruota escono 5 numeri che formano 10 ambi, quindi la probabilità di vincere è 1 su 10/4005=400,5. Se il gioco fosse equo si dovrebbero riscuotere 400,5 Euro per ogni Euro giocato mentre sappiamo ne paga solo 235 (sempre al netto delle tasse). Il rapporto tra i due valori è 235/400,5=0,586766542. Questo significa che per un ambo secco viene pagato il 58% di quello che dovrebbe corrispondere se il gioco fosse equo. In pratica il 42% è la tassa complessiva che si paga ogni volta che si gioca al Lotto puntando sull'ambo.

Solo su questo principio probabilistico il Lotto garantisce introiti “certi” al concessionario e allo Stato, di conseguenza, i giocatori mediamente perdono almeno un 42% di quanto giocano.

Con il terno, la condizione sfavorevole del giocatore aumenta ancora: con 90 numeri si formano 117.480 terni e con 5 numeri ad ogni estrazione ne escono 10 quindi la probabilità di vincere è di 1 su 11.748. Se il gioco fosse equo puntando e vincendo su un terno secco si dovrebbe riscuotere 11.748 Euro per ogni Euro speso mentre sappiamo la quota pagata è soltanto di 4.230 volte. Il rapporto è quindi 4.230/11.748= 0,360061287che significa che si viene pagati solo il 36% di quanto si dovrebbe pagare se fosse equo. Dunque, la “tassa” è passata dal 42% dell'ambo al 74% circa del terno. Ecco che il gioco del terno è decisamente più sconveniente. La situazione degrada ulteriormente per le giocate superiori quali la quaterna e la cinquina.

Detto ciò dovremmo avere tutti gli elementi per la sconvenienza del gioco Lottopiù, ovvero: la puntata sulle combinazioni più sconvenienti a partire dal terno.

Sempre basandoci sulla giocata da 3 Euro, possiamo fare una media pesata della quota sfavorevole che si dovrebbe pagare in questo gioco:

1- ( 2 * 0,586766542 + 0,360061287)/3 = 0,488801876

In conclusione con il Lottopiù la quota sfavorevole per il giocatore è quindi passata dal 42% al 48.8%. L'incasso per il gestore e lo Stato è quindi del 6.8% in più.

Non è poi da trascurare, specialmente se si pianificano delle progressioni, che la quota minima di gioco è di almeno 3 volte superiore a quella della schedina classica.

Ecco svelata la reale necessità d'inventare una nuova modalità di gioco in periodi di crisi come questi.